Home http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=featured&lang=en Sat, 24 Aug 2019 21:53:01 +0000 Joomla! - Open Source Content Management en-gb PROGRAMMA SETTIMANALE 19-25 AGOSTO E AVVISI http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=909:caleb-11&catid=2&Itemid=489&lang=en http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=909:caleb-11&catid=2&Itemid=489&lang=en

 

 

19  

LUNEDÌ  

18.15 S. Orsola Vespri e messa

 

 

20

MARTEDÌ  

 

 

18.15 S. Orsola Vespri e messa

 

21  

MERCOLEDÌ  

 

18.15 S. Orsola Vespri e messa

 

 

22

GIOVEDÌ  

 

18.15 S. Orsola Vespri e messa Russo Maria

 

 

  23

VENERDÌ  

 

 

18.15 S. Orsola Vespri e messa

 

 

24 

SABATO  

 

 

18.30  Madrice, Vespri e messa

 

25  

DOMENICA

9.30  Mulini

9.30 S. Orsola Gagliardotto Emanuela

11.00  Madrice, 25° 50° 60° Nozze

18.30  Madrice

 

                                                                             Avvisi

  • La Messa del Sabato sera, nei mesi di luglio e agosto sarà celebrata in Chiesa madre
  • alle ore 15.00: Gruppo ‘DECORO E PULIZIA’
  • TUTTI I MARTEDì:  “E … state  in parrocchia
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analogatum@libero.it (amministratore) Featured Non categorizzato Mon, 22 Jul 2019 15:27:20 +0000
E...state in parrocchia http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=906:e-state-in-parrocchia&catid=2&Itemid=211&lang=en http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=906:e-state-in-parrocchia&catid=2&Itemid=211&lang=en

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analogatum@libero.it (amministratore) Featured Non categorizzato Mon, 01 Jul 2019 20:37:46 +0000
Mons. CRISPINO VALENZIANO Sabato 15 giugno alle 20.45 a Soul, su TV2000 canale 28) http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=901:mons-crispino-valenziano-sabato-15-giugno-alle-20-45-a-soul-su-tv2000-canale-28&catid=2&Itemid=489&lang=en http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=901:mons-crispino-valenziano-sabato-15-giugno-alle-20-45-a-soul-su-tv2000-canale-28&catid=2&Itemid=489&lang=en

Sabato 15 giugno alle 20.45 a Soul, su TV2000 canale 28

          Mons. CRISPINO VALENZIANO

 

Tanti anni spesi a studiare. amare, diffondere l’arte e la liturgia, ma Valenziano è anche un testimone del Concilio Vaticano II , eternamente in fieri, a cui ha partecipato da giovane sacerdote. Maestro e formatore di tanti giovani (anche un paio di Papi), ci racconta la sua passione per l’arte sacra, una passione che ha caratterizzato la sua vocazione fin dall’inizio, e per la liturgia, troppo spesso sottovalutata e banalizzata. Ma anche l’incontro con tanti grandi artisti, primo fra tutti Renato Guttuso. Proprio mons. Valenziano è stato uno dei principali difensori della sua celebre Crocefissione, alla luce della sua idea di arte cristiana e della consapevolezza che “non avviando né introducendo gli artisti nello splendore cristiano e nella sua sapienza non si risusciterà la grande arte ecclesiale.”

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analogatum@libero.it (amministratore) Featured Non categorizzato Thu, 13 Jun 2019 20:56:24 +0000
Triduo pasquale 2019: le omelie del parroco http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=894:triduo-pasquale-omelie-del-parroco&catid=2&Itemid=489&lang=en http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=894:triduo-pasquale-omelie-del-parroco&catid=2&Itemid=489&lang=en

PROCESSIONE VENERDI SANTO 2019

 

Fratelli e sorelle, la processione del venerdì santo, qui come altrove, è sempre fonte di grande emozione, di forte suggestione. Anche la cornice esteriore, i canti, i suoni, il silenzio soprattutto, rendono altissima la nostra emozione. A rendere unica la nostra processione è però il fatto che essa è memoria sempre viva, vibrante, di un evento semplicemente inconcepibile per la nostra mente umana. Il Figlio di Dio è morto sulla croce.

Non è morte finta, non è nostra immaginazione e credenza. Ora, è impensabile che il Figlio di Dio muoia. Più impensabile poi che Egli muoia così: come un reo, un fallito, uno sconfitto, come un delinquente pericoloso. Ancora più assurdo che riceva morte per mano di uomini, di noi uomini sue creature, per mano nostra, che ora - in bella coscienza! - siamo qui a commuoverci, a batterci il petto, a fare una bella rappresentazione del suo funerale.

Mettiamoci tutti stasera davanti a uno specchio, facciamoci qualche domanda: Perché è veramente morto CRISTO? Perché è stato messo in croce? Quali delitti o colpe o peccati aveva commesso questo Figlio di Dio?

La nuda e cruda verità è che il mondo, il nostro bel mondo, non ha sopportato e digerito la sua venuta, la sua intrusione nella nostra storia; perché si è opposto duramente alle opere del male e delle tenebre, ai potenti e ai dominatori del mondo; perché si è opposto all’arroganza dei ricchi e dei superbi, e perché ha denunciato apertamente l’ipocrisia del tempo e di tutti i tempi.

È morto perché si è schierato sempre dalla parte dei più deboli, dei poveri, dei ‘vinti’; perché ha denunciato la menzogna e l’imbroglio di quelli che avevano trasformato anche la religione in affare, in mercato, in dominio delle coscienze e perciò ha capovolto totalmente la verità della fede religiosa che, vera fede è, se è amore, prima che di Dio, dell’uomo, di ogni uomo, non di uno si e dell’altro no; amore disinteressato del fratello, non di uno si e dell’altro no; amore e accoglienza del bisognoso, di tutti i bisognosi, non di uno si e dell’altro no; accoglienza universale, amore e fame di giustizia, e misericordia, solo misericordia, verso tutti, anche verso i nemici e quelli che ti tradiscono. Per questo, per tutto questo è morto il Signore.

E ora, se vogliamo essere ancor più sinceri, chiediamoci brevemente se questa morte di Cristo è finita…Interroghiamoci su ciò stasera, se vogliamo che un briciolo di verità illumini questa nostra processione. Chiediamoci se Cristo ha finito di soffrire, di agonizzare, se oggi le vie del calvario, le croci, i chiodi, le corone di spine, le lance che squarciano i costati, le colonne della flagellazione. se sono scomparsi o se non sono diventati strumenti di sofferenza perfino più raffinati, più perfidi, più cinicamente studiati a tavolino!?!

E infatti, fratelli e sorelle, vie di calvario drammatico e spesso tragico, sono oggi le migrazioni di massa dalla fame e dalla povertà; le fughe di navi e di barconi stracolmi di profughi e naufraghi fra le onde del Mediterraneo; le attese davanti ai porti, e alle porte della nostra società cosiddetta civile, di centinaia di uomini, donne e bambini che fuggono dalla miseria e dalla guerra, mentre gli uomini del potere si rimpallano le responsabilità dell’accoglienza.

Croci e chiodi infissi nel corpo del Signore, sono oggi i milioni di persone costrette a vivere ai margini della società e al limite di ciò che si può definire semplicemente umano; costretti a vivere in condizioni di continua e vergognosa dipendenza e subalternità, di offesa e di umiliazione della loro dignità di persone umane, nelle periferie delle grandi metropoli, nei quartieri degradati, nelle tendopoli, nelle favelas brasiliane.

Corone di spine, piaghe dolorose sono oggi i luoghi di lavoro, fabbriche o campi agricoli dove moltissime persone sono costrette a vivere e lavorare da schiavi per pochi euro al giorno. Piaghe sempre sanguinanti e dolorose del corpo del Signore sono le donne sfruttate, costrette ai marciapiedi, ridotte a merce di consumo, a brandelli di carne; e quelle stuprate, aggredite, sfigurate dall’acido, perseguitate, bruciate e uccise da compagni e da mariti che dicono, dicono…  di amarle. Non parliamo poi delle offese che gridano al cospetto di Dio: offese all’infanzia: bambini abusati anche nei luoghi - che dovrebbero essere sacri! - dell’educazione e della formazione religiosa, culturale, sociale; e poi bambini torturati, rapiti, venduti, e privati di organi, mutilati o uccisi dalle mine e dalle bombe…

Oggi la passione del Signore continua, purtroppo, sotto i nostri occhi come prima e più di prima, per cui anche la nostra processione potrebbe diventare ipocrita e bugiarda, se restassimo sordi e ciechi davanti a tanto orrore, a tanto sangue sparso e lacrime versate di persone innocenti, di vittime programmate, di predestinati alla crocifissione quotidiana.

Un’ultima lacerante domanda, alla fine vorrei rivolgervi.

Ditemi, cari fratelli e sorelle, se è finita la passione e la morte di Sua Madre, Maria Santissima, Sua e nostra Madre? Ditemi se quella spada che le ha trafitto il petto e l’anima continua a trafiggerla ancora oppure no? Chiediamoci se Ella continua o no a morire col Figlio, negli orrori della nostra terra, nell’indifferenza al sangue che scorre ancora, nella crudeltà dei nostri cuori, nell’egoismo e nell’invidia che ci divora. Oh! Sì l’abbiamo adornata: sì, bellissima, creatura adorabile, unica, creatura celeste. L’avete e l’abbiamo accompagnata, sì, con abiti distinti e divise bellissime.

Guardiamo però a Lei, questa sera, a questa donna rimasta impietrita ai piedi della croce; a raccogliere i lamenti del Figlio, a partecipare da madre alle sue atroci sofferenze. Guardiamo a Lei che chi vide bagnata del sangue del Figlio la terra, che ne avvertì i lamenti e il suo sospiro finale, che lo raccolse dissanguato ed esanime sulle sue ginocchia.

Lei non indossa ancora il suo abito regale con cui l’abbiamo rivestita. Il suo, malgrado lo splendore dell’abbigliamento, è ancora abito di lutto. Lei sta ancora dietro al suo Figlio portato al calvario e dietro a tutti i suoi figli sui calvari del mondo. Lei sta ancora ritta ai piedi della croce e ritta ai piedi di tutti i suoi figli martoriati. La spada che l’ha trafitta duemila anni fa, è spada che la trafigge ancora. Lei accoglie con forza e amore incrollabile il corpo del Suo Figlio e continua ad accogliere nel nostro tempo i corpi devastati, uccisi e massacrati dei suoi figli.

A Lei chiediamo stasera con sincerità che significato dare al nome di ‘cristiani’, discepoli che seguono Cristo. Cristiani: chiediamo a Lei che significa stare ‘ritti’ ai piedi della croce come c’è stata e come continua ad esserlo dinanzi a tutti i patiboli del nostro tempo. Impariamo da Lei il vero contenuto da dare alla ‘parola ‘cristiano’. Amen. 

 

VEGLIA PASQUALE 

 

 Questa veglia, madre di tutte le veglie, per i primi credenti, era intera celebrata sino all’alba del nuovo giorno. Non un solo istante di tenebre caratterizzava, doveva caratterizzare, per questi primi cristiani, questa veglia; una veglia dal tramonto all’alba del nuovo giorno.

Non posso, certamente, chiedervi di stare svegli tutta la notte, di non chiudere gli occhi almeno per alcune ore; non lo potrò fare neppure io. Posso però chiedervi, anzi ve lo chiedo proprio e mi permetto di chiederlo a ognuno di voi, di restare svegli nello spirito e di non spegnere la luce che da questo cero emana, la luce che inonda stanotte la nostra chiesa e il nostro cuore.

 Ve lo chiedo. Anzi lo auguro a voi e a me stesso che sto parlando.

 Non spegniamo in questa notte questa luce radiosa, non ostacoliamo questa luce sfolgorante del Cristo risorto che irresistibilmente invade la nostra anima. I raggi di questa luce serena, sono raggi apportatori di grazia e di perdono.

Sono raggi che ricoprono ogni istante di questa notte, che fanno di questa notte un solo giorno con la luce dell’alba del nuovo giorno, di quell’alba del primo giorno della settimana che ha visto la pietra del sepolcro rotolata via e il sepolcro vuoto; di quel sepolcro che ha lasciato stupefatte, incredule e intimorite Maria Maddalena e le donne, che lasciano a bocca aperta e increduli i discepoli, Pietro e Giovanni, che corrono ansimanti verso quel sepolcro.

Dobbiamo vegliare nello Spirito, perché è la notte in cui la luce del Cristo risorto disperde le tenebre del cuore e dello Spirito. Notte nella quale la terra viene inondata per sempre dal grande splendore di Cristo che vince le tenebre del mondo. È la notte in cui la chiesa gioisce, perché il Signore la riveste del suo stesso splendore di gloria, della sua divina carne; notte nella quale il vero agnello, col suo sangue sparso sulla croce, cancella definitivamente il peccato dell’uomo, paga il nostro debito antico.

Dobbiamo vegliare, sì, perché è la notte nella quale vengono salvati tutti i credenti, come furono salvati gli ebrei la notte della loro liberazione dalla schiavitù dell’Egitto; nella quale veniamo salvati dall’empietà del mondo presente, dalla sua cattiveria, dalla malizia, dall’ipocrisia, e veniamo consacrati finalmente all’amore del Padre e di tutti i fratelli.

Dobbiamo vegliare, perché c’è in questa notte un abisso insondabile di amore che ricopre la nostra vita e la nostra terra: Dio Padre, come ci ricorda Agostino nel preconio, per riscattare lo schiavo ha immolato il suo unico Figlio; per donare a noi la libertà ha sacrificato il suo figlio Unigenito. Che sbilanciamento, che squilibrio, che scompenso! Che cosa ineffabile, indicibile. Ditemi: come e cosa dire, come e con quali parole esprimere questo squilibrio, questo paradosso, questa sproporzione di amore! Siamo davvero di fronte a una folle stravaganza divina, a un singolare estro della fantasia divina che ci lascerà sempre stupefatti e increduli.

Si tratta, fratelli e sorelle, di una stravaganza che davvero capovolge prospettive e orizzonti, che sconvolge e confonde il nostro pensiero e la nostra ragione. Questa è la notte, infatti, nella quale la nostra stessa colpa può essere ritenuta “felice colpa” come ancora, incredibilmente, la definisce Agostino nel preconio. Felice, felicissima colpa: se da essa, più che una condanna è venuta la salvezza e la gloria; felice e benedetta colpa se invece che umiliazione e vergogna ne è scaturita per noi tanta gloria e tanta predilezione divina.

Dobbiamo, infine, vegliare perché questa è la notte che non conosce tramonto, è il giorno più chiaro del giorno. Notte nella quale, abbiamo cantato, ci è stato dato di conoscere l’evento, la sua data e la sua ora, che ha cambiato ogni cosa, che ha fatto ricominciare la creazione e nuovi cieli e nuova terra sono ormai la nostra vera dimora.

Ora i poveri e gli ultimi finalmente rialzano il capo, gli afflitti possono tornare a gioire, i peccatori riacquistano l’innocenza, i vinti tornano vincitori, i delusi possono tornare a desiderare, i disperati a sperare.

Ora, in questa notte, ciò che è distrutto è ricostruito, ciò che è invecchiato si rinnova, ciò che è smarrito viene ritrovato, ciò che si è rotto e scucito viene integrato e sanato per sempre. Ora l’amore di Cristo vince e scioglie la durezza dei cuori, abbatte la superbia dei potenti, instaura il suo regno di concordia e di pace.

È la notte nella quale terra e cielo si sposano e il Creatore sposa la sua creatura. È la notte della gratitudine perenne a Cristo Signore, notte nella quale la nostra preghiera sale a Dio come incenso, come profumo soave, come fiamma d’amore.

A Dio che ci concede di vivere questa veglia e che ci ha reso figli della luce, la nostra lode perenne. A questo Dio misericordioso, che nel Figlio ha voluto concederci lo spirito dei figli adottivi, chiediamo questa sera di farci rinascere uomini nuovi, di farci seppellire per sempre l’uomo vecchio che resiste ancora in noi, di lasciarci alle spalle l’afflizione e la fatica dei giorni andati e nello Spirito di potere partecipare pienamente già ora alla gloria del suo Figlio Risorto. Amen.

  

          PASQUA DI RISURREZIONE 

 

Fratelli e sorelle, il significato della Pasqua che oggi abbiamo la gioia di celebrare è riassunto brevemente ma efficacemente dal versetto della magnifica sequenza pasquale che abbiamo cantato in latino: Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello… il Signore della vita era morto, ora è vivo e trionfa.

In questo versetto della sequenza si riassume il significato decisivo della Pasqua. Giorno unico e mirabile dell’anno liturgico, giorno che giustifica in ultima analisi la nostra fede e la nostra presenza qui. Senza la Pasqua davvero la nostra presenza qui non avrebbe nessun significato. Nulla avremmo oggi da raccontarci o di che rallegrarci.

Celebriamo Pasqua perché celebriamo l’esito finale di questo duello tra morte e vita, tra l’autore della vita e l’autore della morte, tra chi ama la vita e la dona e chi la vita la toglie e la distrugge; tra bene e male in definitiva.

È una vittoria epica, prodigiosa, inaudita, che abbiamo cantato stanotte, quando abbiamo visto vincere la luce sulle tenebre, il giorno sulla notte. È una vittoria che ci ha fatto cantare stanotte come oggi: questo è il giorno che fatto il Signore, giorno dei giorni, giorno di gioia e d’allegrezza, come canteremo nel canto di comunione; giorno che apre il cielo davanti agli uomini; giorno che sazia la fame dell’umanità.

Riflettiamo insieme e celebriamo con gioia questo giorno e questa vittoria.

La vittoria di Cristo di cui parla la sequenza, non è una vittoria qualunque: non è la vittoria di una partita di calcio o di un gran premio; non è neppure una ricchissima vittoria al totocalcio, o un’affermazione splendida a Sanremo; non è neppure una strepitosa vittoria elettorale o di una lunga guerra tra eserciti.

È invece la vittoria della vita. Vittoria unica, vittoria in cui era il gioco il significato stesso della vita. Vittoria capitale: di vita o di morte, senza alcun ritorno.

La vittoria di Cristo in questo strepitoso duello con la morte non è neppure una vittoria provvisoria; che vale cioè solo per un certo tempo, per una sola tornata, che prevede una possibile rivincita della morte, la possibilità di perdere quello che si è vinto.

È invece una vittoria senza appello. Non è prevista alcuna rivincita. Non si torna indietro; non si può fare ricorso contro questa vittoria. Cristo ha vinto definitivamente, ora è il Signore vittorioso per sempre e la sua vittoria è la vittoria definitiva di Lui e dell’umanità intera. È la nostra vittoria definitiva sul male e sulla malvagità.

Il duello di cui parla la sequenza non è stato neppure un duello facile. È stata una vittoria sudata, sudatissima, costosissima. Ha richiesto una suprema fatica, la fatica della croce, la fatica dell’agonia suprema, l’angoscia del calvario, il rinnegamento totale di sé, la sofferenza unica dell’agnello condotto al macello, l’esposizione al ludibrio e al disprezzo dei buontemponi e degli arroganti.

Non è stata una vittoria truccata, opera d’imbroglio, di inganno, di falsità, di tradimento; né una vittoria di prepotenza, di arroganza, frutto di violenza e di rapina ingiusta.È stata una vittoria di verità; la vittoria della verità e della giustizia, della fede e della perseveranza, la vittoria della sincerità e dell’onestà. È stata la vittoria dell’agnello mansueto e innocente, la vittoria del pastore mite e umile di cuore, la vittoria del servo di Dio obbediente,

Fratelli e sorelle: questa è la Pasqua; questo è l’unico significato della Pasqua che oggi celebriamo. È l’annunzio che ci viene dalle donne che, all’alba del primo giorno della settimana, sono corse al sepolcro trovandolo totalmente vuoto; è l’annunzio che ci viene da Maria Maddalena, da Pietro, Giovanni e gli altri apostoli, che ci verrà domenica prossima dall’apostolo Tommaso che prima ne aveva dubitato; l’annunzio della prima comunità cristiana che riformò completamente il suo modo di vivere. È l’annunzio che ci fa oggi San Paolo: «Fratelli se siete risorti con Cristo, pensate le cose di lassù», pensate le cose vere e giuste, pensate le cose essenziali e buone.

Questa è la Pasqua: l’annunzio mirabile che continua a trasformare noi e il mondo se l’accogliamo con sincerità di cuore, se l’accogliamo con cuore sincero e con la disponibilità a lasciarci illuminare dalla luce abbagliante di questo giorno unico dell’anno.

Fratelli e sorelle, gioiamo davvero oggi di questa vittoria, perché la vittoria di Cristo è la nostra vittoria e la sua Risurrezione è la nostra risurrezione. A Lui vittima pasquale, Agnello innocente che ha redento il suo gregge, che ha riconciliato noi peccatori col Padre si innalzi il nostro umile sacrificio di lode.

A Lui, re vittorioso, affidiamo la nostra vita, la vita di tutti gli umili, dei poveri soprattutto, dei malati, di quelli che sono sfiduciati e delusi. A lui, Pastore bello e misericordioso affidiamo il nostro futuro, le nostre speranze.  Amen

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analogatum@libero.it (amministratore) Featured Non categorizzato Mon, 22 Apr 2019 20:16:51 +0000
PASQUA 2019 http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=896:pasqua-2019&catid=2&Itemid=489&lang=en http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=896:pasqua-2019&catid=2&Itemid=489&lang=en

 

«La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del «terzo giorno». Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovO»

Pasqua, festa che ci riscatta dal nostro passato! Allora, Coraggio! Non temete! Non c’è scetticismo che possa attenuare l’esplosione dell’annuncio: “le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate nuove”. Cambiare è possibile. Per tutti. Non c’è tristezza antica che tenga. Non ci sono squame di vecchi fermenti che possano resistere all’urto della grazia... AUGURI!»

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analogatum@libero.it (amministratore) Featured Non categorizzato Mon, 22 Apr 2019 21:19:54 +0000
Sostegno alle opere parrocchiali http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=893:sostegno-alle-opere-parrocchiali&catid=2&Itemid=489&lang=en http://www.parrocchiapolizzigenerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=893:sostegno-alle-opere-parrocchiali&catid=2&Itemid=489&lang=en

Sostieni le opere parrocchiali!

Lavori nella chiesa di S. Orsola

 

Sono stati completati, col primo finanziamento della Conferenza Episcopale, i lavori nella chiesa di S. Orsola (rifacimento tetti, indiana e bagno della sagrestia). Tale finanziamento è stato ottenuto con i fondi dell’8 per mille. Siamo in attesa del secondo lotto di lavori, che restituirà piena bellezza anche all’interno della Chiesa: intonaci, pavimenti, riscaldamento sotto pavimento, area liturgica (altare e ambone), impianti e varie, ecc. Profitto della circostanza per invitare tutti i fedeli a ricordarsi della destinazione dell’8 per mille al momento della dichiarazione dei redditi, e a sostenere in ogni modo e generosamente le opere parrocchiali. Molte cose abbiamo già realizzato, soprattutto in chiesa Madre e molte altre sono in progetto.

     Purtroppo, da un po’ di tempo, si registra un calo sensibile nelle offerte parrocchiali. Voglio ricordare che è dovere di tutti, secondo le proprie possibilità, contribuire generosamente ai bisogni della parrocchia, soprattutto nelle occasioni particolari (matrimoni, battesimi, funerali, prime comunioni, cresime, feste, processioni, uso del salone, ecc.). Molti dimenticano che la parrocchia è la nostra casa comune.

I bisogni della parrocchia sono tanti: manutenzione continua delle strutture, cura delle chiese, servizi, utenze varie, assicurazioni, attività catechistiche, sostegno ‘caritas’ alle famiglie bisognose, imprevisti e danni dovuti alle intemperie, ecc.

È mio dovere perciò invitare caldamente tutti ad essere più generosi e a vivere una maggiore corresponsabilità verso la propria comunità.

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analogatum@libero.it (amministratore) Featured Non categorizzato Mon, 15 Apr 2019 16:37:20 +0000