Cerca

Facebook

Il parroco e la parrocchia su Facebook

FacebookRSS Feed
Horloge pour site Orologio per sito

Invito alla lettura

 

Papa Francesco

Umiltà: la strada verso Dio  

 

 Credeva di non credere

di Crispino Valenziano 

 

Il cardinale di Polizzi

Mariano Rampolla del Tindaro

Sulle sue orme da Polizzi Generosa a Roma...

a cura di Clara Aiosa

Il disegno di Papa Francesco

di Antonio Spadaro

 Il cammino le scelte e la tenerezza

di papa Francesco in 80 racconti

 

 

Cerca un Sito Cattolico

 

Link utili

Liturgia delle ore

Pregare con i Salmi

SAN GANDOLFO

Protettore di Polizzi Generosa

Librerie teologiche

 

 

Il sito della diocesi

A 50 anni dal Concilio

Le parole di Papa Francesco sui gruppi e le associazioni

 

La novità ci fa sempre un po' di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita secondo i nostri schemi, le nostre sicurezze, i nostri gusti". E questo "avviene anche con Dio". Infatti, "spesso lo seguiamo, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto; ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l'anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte; abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti". Ma, ha fatto notare il Pontefice, "in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta sempre novità, trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui". Non si tratta della "novità per la novità, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo". La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità". Siamo aperti alle 'sorprese di Dio'? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza?". Nella Chiesa l'armonia la fa lo Spirito Santo". Solo Lui "può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l'unità". Anche qui, "quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l'unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l'uniformità, l'omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa". Dunque, "il camminare insieme nella Chiesa, guidati dai Pastori", è "segno dell'azione dello Spirito Santo; l'ecclesialità è una caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni comunità, per ogni movimento". "È la Chiesa - ha voluto ribadire il Papa - che mi porta Cristo e mi porta a Cristo; i cammini paralleli sono tanto pericolosi! I teologi antichi dicevano: l'anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti". Lo Spirito Santo "ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell'incontro con Cristo". Lo Spirito Santo è "l'anima della missione". Quanto avvenuto a Gerusalemme quasi duemila anni fa "è un fatto che ci raggiunge, che si fa esperienza viva in ciascuno di noi. La Pentecoste del cenacolo di Gerusalemme è l'inizio, un inizio che si prolunga. Lo Spirito Santo è il dono per eccellenza di Cristo risorto ai suoi Apostoli, ma Egli vuole che giunga a tutti". Infatti, "è lo Spirito Paràclito, il 'Consolatore', che dà il coraggio di percorrere le strade del mondo portando il Vangelo! Lo Spirito Santo ci fa vedere l'orizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo". Di qui la domanda "se abbiamo la tendenza di chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo, o se lasciamo che lo Spirito Santo ci apra alla missione

avvisi

SINODO GIOVANI 2018

Il documento preparatorio

                                                    Lettera del papa ai giovani

                                                     Perché il Sinodo sui giovani

                                                                              Da Cracovia a Panama... e in mezzo il Sinodo

Visite artistiche virtuali

Laudato si

570139
Today
Yesterday
This Week
Last Week
This Month
Last Month
All days
38
358
1809
565624
6101
11766
570139

Your IP: 35.153.73.72
Server Time: 2019-07-20 02:55:57

UOMINI E PROFETI

CHIESA E RAZZISMO

Chiesa e razzismo…

La lotta contro il razzismo sembra ormai divenuta un imperativo ben radicato nelle coscienze umane. La Convenzione dell’ONU (1965) ha espresso con forza questa convinzione: “Qualsiasi dottrina sulla superiorità fondata sulle differenza tra le razze è scientificamente falsa, moralmente condannabile e socialmente ingiusta e pericolosa”. La dottrina della chiesa lo afferma non meno energicamente: ogni teoria razzista è contraria alla fede e all’amore cristiano. Eppure, in contrasto con questa coscienza più matura della dignità dell’uomo, il razzismo esiste ancora e ricompare in forme sempre nuove. È una piaga che resta misteriosamente aperta nel fianco dell’umanità. Per guarirla sono necessarie molta fermezza e molta pazienza, e tutti sono chiamati a farlo.

       Ma non bisogna confondere i diversi gradi e i diversi tipi di razzismo. Il razzismo propriamente detto consiste nel disprezzo di una razza caratterizzata da una sua origine etnica, da un suo colore o dalla sua lingua. L’apartheid ne è oggi la forma più tipica e sistematica: un cambiamento è qui assolutamente necessario e urgente. Ci sono però diverse altre forme di esclusione e di rifiuto, che non sono motivate dalla razza, ma per le quali, tuttavia, le conseguenze sono simili. Bisogna opporsi fermamente ad ogni forma di discriminazione. Sarebbe ipocrita accusare un solo paese, il rifiuto di tipo razzista esiste in tutti i continenti. Molti mettono in pratica le discriminazioni aborrite dalle loro leggi.

       Il rispetto di ogni uomo e di ogni razza è il rispetto dei diritti fondamentali, della dignità, dell’uguaglianza fondamentale. Non si tratta, certamente, di cancellare le differenze culturali. Ciò che conta è, piuttosto, educare ad apprezzare positivamente la diversità complementare dei popoli. Un sano pluralismo risolve il problema dell’ottuso razzismo.

       È necessario condannare il razzismo e gli atti di razzismo. Può essere opportuno applicare misure legislative, disciplinari e amministrative a questo riguardo, senza escludere pressioni esterne appropriate. I paesi e le organizzazioni internazionali dispongono di ampio spazio per prendere o suscitare iniziative. Anche i cittadini colpiti nella loro dignità, devono impegnarsi in questo senso, senza però arrivare, con la violenza, a sostituire una situazione ingiusta con altre ingiustizie. Bisogna sempre prospettare soluzioni costruttive”.

(Pontificia Commissione “Iustitia et pax”, La chiesa di fronte al razzismo, 31)

Emeroteca

 

 

FILMATI STORICI

concilio1

Apertura del Concilio 

Processione ingresso

inizio concilio

Leone XIII

Pio XI inaugura la 

stazione radio onde corte

Pio XII visita i sovrani

d'Italia

XXV consacrazione

episcopale di Pio XII

L'Inferno di Berardi

e Busnengo-1911

Bibbia

Evangelii gaudium

Mailing list

Media

 

UFFICI CEI

 

 

 

Orientamenti pastorali CEI

Direttorio familiare

Riviste teologiche

 

Web Catechesi

Qumram