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 Omelia di S. Marta - Opporre resistenza allo Spirito Santo - 16 aprile 2013

 

"Lo Spirito Santo spinge le persone e la Chiesa stessa ad andare avanti ma noi opponiamo resistenza e non vogliamo cambiare…Oggi è il compleanno di Benedetto XVI, compie 86 anni….Offriamo la Messa per lui, perché il Signore sia con lui, lo conforti e gli dia molta consolazione.
Santo Stefano prima di essere lapidato annuncia la Risurrezione di Cristo risorto, ammonendo i presenti con parole forti: “Testardi! Voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo”.
Stefano ricorda quanti hanno perseguitato i profeti e dopo averli uccisi gli hanno costruito “una bella tomba” e solo dopo li hanno venerati. Anche Gesù rimprovera i discepoli di Emmaus: Stolti e lenti di cuore, a credere a tutto quello che hanno annunciato i profeti! Sempre, anche tra noi c’è quella resistenza allo Spirito Santo.
Per dirlo chiaramente: lo Spirito Santo ci dà fastidio. Perché ci muove, ci fa camminare, spinge la Chiesa ad andare avanti. E noi siamo come Pietro nella Trasfigurazione: ‘Ah, che bello stare così, tutti insieme!’ … ma che non ci dia fastidio. Vogliamo che lo Spirito Santo si assopisca … vogliamo addomesticare lo Spirito Santo. E quello non va. Perché Lui è Dio e Lui è quel vento che va e viene e tu non sai da dove. E’ la forza di Dio, è quello che ci dà la consolazione e la forza per andare avanti. Ma: andare avanti! E questo da fastidio. La comodità è più bella.
Oggi sembra che “siamo tutti contenti” per la presenza dello Spirito Santo, ma “non è vero. Questa tentazione ancora è di oggi. Un solo esempio: pensiamo al Concilio.
Il Concilio è stato un’opera bella dello Spirito Santo. Pensate a Papa Giovanni: sembrava un parroco buono e lui è stato obbediente allo Spirito Santo e ha fatto quello. Ma dopo 50 anni, abbiamo fatto tutto quello che ci ha detto lo Spirito Santo nel Concilio? In quella continuità della crescita della Chiesa che è stato il Concilio? No. Festeggiamo questo anniversario, facciamo un monumento, ma che non dia fastidio. Non vogliamo cambiare. Di più: ci sono voci che vogliono andare indietro. Questo si chiama essere testardi, questo si chiama voler addomesticare lo Spirito Santo, questo si chiama diventare stolti e lenti di cuore.
Succede lo stesso anche nella nostra vita personale: infatti, lo Spirito ci spinge a prendere una strada più evangelica, ma noi resistiamo.
Non bisogna opporre resistenza allo Spirito Santo. E’ lo Spirito che ci fa liberi, con quella libertà di Gesù, con quella libertà dei figli di Dio!
Non opporre resistenza allo Spirito Santo: è questa la grazia che io vorrei che tutti noi chiedessimo al Signore: la docilità allo Spirito Santo, a quello Spirito che viene da noi e ci fa andare avanti nella strada della santità, quella santità tanto bella della Chiesa. La grazia della docilità allo Spirito Santo. Così sia”.

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UOMINI E PROFETI

CHIESA E RAZZISMO

Chiesa e razzismo…

La lotta contro il razzismo sembra ormai divenuta un imperativo ben radicato nelle coscienze umane. La Convenzione dell’ONU (1965) ha espresso con forza questa convinzione: “Qualsiasi dottrina sulla superiorità fondata sulle differenza tra le razze è scientificamente falsa, moralmente condannabile e socialmente ingiusta e pericolosa”. La dottrina della chiesa lo afferma non meno energicamente: ogni teoria razzista è contraria alla fede e all’amore cristiano. Eppure, in contrasto con questa coscienza più matura della dignità dell’uomo, il razzismo esiste ancora e ricompare in forme sempre nuove. È una piaga che resta misteriosamente aperta nel fianco dell’umanità. Per guarirla sono necessarie molta fermezza e molta pazienza, e tutti sono chiamati a farlo.

       Ma non bisogna confondere i diversi gradi e i diversi tipi di razzismo. Il razzismo propriamente detto consiste nel disprezzo di una razza caratterizzata da una sua origine etnica, da un suo colore o dalla sua lingua. L’apartheid ne è oggi la forma più tipica e sistematica: un cambiamento è qui assolutamente necessario e urgente. Ci sono però diverse altre forme di esclusione e di rifiuto, che non sono motivate dalla razza, ma per le quali, tuttavia, le conseguenze sono simili. Bisogna opporsi fermamente ad ogni forma di discriminazione. Sarebbe ipocrita accusare un solo paese, il rifiuto di tipo razzista esiste in tutti i continenti. Molti mettono in pratica le discriminazioni aborrite dalle loro leggi.

       Il rispetto di ogni uomo e di ogni razza è il rispetto dei diritti fondamentali, della dignità, dell’uguaglianza fondamentale. Non si tratta, certamente, di cancellare le differenze culturali. Ciò che conta è, piuttosto, educare ad apprezzare positivamente la diversità complementare dei popoli. Un sano pluralismo risolve il problema dell’ottuso razzismo.

       È necessario condannare il razzismo e gli atti di razzismo. Può essere opportuno applicare misure legislative, disciplinari e amministrative a questo riguardo, senza escludere pressioni esterne appropriate. I paesi e le organizzazioni internazionali dispongono di ampio spazio per prendere o suscitare iniziative. Anche i cittadini colpiti nella loro dignità, devono impegnarsi in questo senso, senza però arrivare, con la violenza, a sostituire una situazione ingiusta con altre ingiustizie. Bisogna sempre prospettare soluzioni costruttive”.

(Pontificia Commissione “Iustitia et pax”, La chiesa di fronte al razzismo, 31)

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